La Forza Pura: Teoria, Fisiologia ed Alimentazione
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La Forza Pura: Teoria, Fisiologia ed Alimentazione

La Forza Pura: Teoria, Fisiologia ed Alimentazione è un articolo a cura del PT Mattia Lorenzini che vuole  aprire una piccola parentesi sull’allenamento, prima di andare ad analizzare qual’è la strategia alimentare ottimale per i mesocicli di forza.

Quando eseguiamo un mesociclo di specializzazione sulla forza, ci troveremo a laorare su un range medio-basso di ripetizioni, probabilmente in buffer, con percentuali >/= 80% 1 RM.
Quando parlo di range medio-basso di ripetizioni, intendo 1-6.

Considerando l’esplosività richiesta in un programma di tipo neurale, dovremmo avere T.U.T del tipo:

3:0:X:1
2:1:X:1
2:0:X:1

La durata media di ogni ripetizione è quindi di circa 3/4 secondi.

Secondo C. Poliquin, autore del libro “Tendenze moderne nell’allenamento per la forza”, il tempo sotto tenzione totale di una serie “neurale” non deve superare i 20 secondi, quindi, considerando i tempi sopra indicati, avremo un massimo di 5-6 ripetizioni.

Andiamo adesso ad analizzare gli aspetti fisiologici legati ai sistemi energetici che entrano in gioco con un lavoro di questo tipo, avremo:

– Sistema anaerobico alattacido (o del creatinfosfato): è il sistema energetico dominante, il quale si esaurisce in circa 10 secondi.

– Sistema anaerobico lattacido (glicolitico): interviene in questo caso in supporto del primo quando lo sforzo viene protratto, utilizzando il glucosio per ottenere ATP. Il suo contributo è comunque marginale fino a circa 20 secondi di lavoro. Oltre i 20 secondi questo sistema avrà carattere dominante.

I recuperi completi (3-4 minuti) tipici dei programmi di forza pura permettono la resintesi del CP fino al 98%. Col passare del tempo il corpo tendere a trattenere una maggiore quantità di CP. Dopo queste premesse tecniche appare chiaro come, protocolli di questo tipo non necessitino di grandi quantitativi di carboidrati, né prima né durante né dopo l’allenamento, inoltre essendo programmi che intaccano poco il glicogeno muscolare, una grossa ricarica glucidica potrebbe risultare controproducente. Ecco spiegato il motivo per il quale, atleti che praticano low-carb anche estreme (vedi dieta metabolica e chetogenica), sono in grado di mantenere comunque alti i livelli di forza erogata in protocolli di questo tipo.

Forza pura: L’alimentazione ideale

– Allenare la forza significa lavorare su un range medio basso di ripetizioni con T.T.U.T inferiori o uguali a 20 secondi.

– Il sistema energetico dominante è l’anaerobico alattacido, che utilizza CP e non glucosio per la resintesi di ATP.

– Le riserve di CP vengono ripristinate fino al 98% con 3/4 minuti di riposo tra una serie e l’altra.

– Non sono necessarie grosse ricariche glucidiche post workout ne tantomeno pre o intra worckout a base di bland glucidici.

– Visto il grosso consumo di CP, è indicata l’integrazione di Creatina. La posologia consigliata non prevede carichi, ma l’apporto quotidiano di 5g/die, per l’intero mesociclo/i.

– Per mantenere una bodyfat accettabile durante un protocollo di forza occorre (salvo alcune eccezioni), mantenere un piano alimentare a carboidrati moderati (150-300 g/die), senza abbassare troppo l’apporto lipidico, pena un possibile calo di forza dovuto al decremento dell’ormone sessuale testosterone.

– Come al solito preferire fonti pulite per i nostri macros e con un buon rapporto tra densità calorica e microelementi

 

Articolo di M. Lorenzini

 

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